The BigTour 41 – Nel nulla cosmico

A Wendover l’esterno dell’hotel può lasciare a desiderare, ma troviamo sicuramente i letti più morbidi di tutto il viaggio.

Non c’è veramente molto da fare oggi. Solo strada, tanta tantissima strada.

Prima di imboccare la via verso sud, facciamo un secondo passaggio all’autolavaggio per togliere altro sale dalle carrozzerie delle macchine, facendo gli occhi dolci alla cassiera impettita che non voleva lasciarci dopo aver fatto miglia di sgommate sul lago salato.

Lasciamo wendover verso Ely e in pochi minuti ci troviamo nel nulla del deserto del Nevada. Solo roccia, sabbia e piccoli arbusti ci circondano, in un paesaggio che lascia la mente perdersi nei pensieri e nei ricordi dell’ultima settimana folle.

Cerchiamo di stilare una classifica dei posti più belli che abbiamo visitato, ma è veramente difficile. C’è così tanto che i nostri occhi hanno guardato negli ultimi sette giorni, posti così diversi tra loro, emozioni così forti che di sicuro faremo fatica a dimenticare… e già è difficile fare una lista senza tralasciarne qualcuno, figurarsi una classifica.

Dovevamo arrivare a Ely per l’ora di pranzo, quando in realtà già alle dieci e mezza entriamo nel paese. Questo ci permette di decidere di cambiare di nuovo programma e tentare una deviazione più a sud, verso Rachel e l’area 51. Facciamo quindi la solita sosta supermercato: prendiamo affettati, formaggi, wrap preconfezionati e gusti improbabili di patatine.

Dopo aver trovato, per la modica cifra di 12 dollari ciascuna, le paperette Gigidag da attaccare agli specchietti delle auto, ripartiamo sempre in direzione nulla.

Challenger, la macchina 1 della giornata, trova un posticino super tranquillo a bordo di un laghetto con papere, aironi e libellule. Sotto il sole cocente del Nevada ci mangiamo il nostro panino, beviamo birra zero alcool e ci godiamo il silenzio del lago.

Rifocillati, ripartiamo verso Rachel percorrendo la famosa Extraterrestrial Highway. Ad un certo punto, imbocchiamo una stradina sterrata che punta dritta per miglia verso le montagne che, secondo le leggende dei BigTour, porta alla famosa area 51. Quasi arrivati al famoso cancello però, ci fermiamo di fronte ad un cartello sul ciglio della strada che, a chiare parole, dice di girare i tacchi altrimenti ci sarebbe aspettato un futuro non bellissimo. Non ce lo facciamo ripetere due volte, soprattutto dopo aver scorto sulle collinette vicine i pick-up dei mercenari pronti a sparare a chiunque varchi, anche solo di un passo, l’entrata dell’area.

Nella strada lunga e infinita in mezzo al niente per Tonopah, ci riposiamo al bar degli alieni di Rachel, scoprendo con grande sorpresa che, sul soffitto, è ancora appesa la patch del BigTour 33, il primo viaggio dopo il Covid. Sono passati cinque anni da allora e ricordare le peripezie di un viaggio complicato ma bellissimo è stato emozionante. Com’è stato emozionante attaccare la patch del nostro viaggio su quel soffitto, una testimonianza del nostro passaggio in quell’infinito nulla che rimarrà lì per sempre.

Arriviamo a Tonopah ormai alle otto di sera, stanchi dopo una traversata lunga ma ispirati da quanto grande può essere il nostro pianeta. Visitiamo in velocità il famoso Clown Motel e il cimitero dei minatori della città e ci spostiamo in una birreria in centro per chiudere finalmente la giornata e andare a letto….

Magari.

Nel parcheggiare le auto dalla birreria, ci rendiamo conto che Challenger non riesce a spegnersi in posizione di parcheggio. La colpa é sicuramente del sale che sta intaccando il motore. Portiamo l’auto così al car wash poco più in giù della cittadina, ma questa muore definitivamente proprio di fronte all’entrata del lavaggio automatico.

Cerchiamo di spostarla a mano, ma le ruote sono bloccate. Dopo aver provato a staccare e riattaccare i fusibili, decidiamo abbastanza incosciamente usare l’acqua nelle bottiglie lasciate in macchina per lavare via il sale dalle parti dentro il cofano, facendo attenzione a non beccare mai la batteria.

La macchina miracolosamente  si accende e ci permette di spostarla di qualche metro nello spazio di lavaggio con le lance. Cominciamo così a pulire con forza e pazienza ogni centimetro sotto l’auto che vediamo possa avere la parvenza di sale attaccato. Nel frattempo ci raggiungono anche le altre macchine. Diamo inizio così ad un’ora buona di lavaggio aggressivo delle auto, sia sotto che dentro i cofani, per togliere tutto il sale possibile, sporcandocì e bruciandoci gli occhi. Ma andava fatto, andavano salvate.

Funziona. Challenger ora risponde e tutte le altre auto sono rinate e perfette.

Andiamo quindi all’hotel, il famoso Mizpah, conosciuto per le storie di fantasmi al suo interno ed un BigTour 25 particolarmente alcolico.

Ci laviamo dal sale e ci rivediamo fuori sul marciapiede, a bere Fireball per festeggiare l’aver risolto un grosso problema, che altrimenti avrebbe minato pesantemente il viaggio.