The BigTour 41 – Verso l’infinito bianco

La mattina nel parco di Capitol Reef è fresca e frizzante. Sembra di essere in montagna. Il sole splende sul paesaggio surreale di boschetti, erba verde e mese rosse attorno a noi.

Colazione, bagno e pronti per una giornata di tanta, sola strada.

Dobbiamo andare verso nord, precisamente a Salt Lake City, precisamente a wendover. E saranno cinque lunghe ore di viaggio.

Come sempre, bastano poche miglia perchè le montagne rosse della terra dei canyon spariscano e vengano sostituite prima da boschi di conifere, poi prati verdi. Risaliamo lo Utah fino a Provo, qualche decina di chilometri sotto Salt Lake. Per spezzare la giornata, decidiamo di fare spesa pranzo al sacco di nuovo al Walmart e piazzarci in un delizioso parchetto nella zona residenziale della città, sotto una tettoia con panchine e tavoli, con vista sulle montagne dello Utah e i cantieri di un condominio in legno che probabilmente verrà ultimato la settimana prossima.

Rifocillati e rilassati, riprendiamo le auto e, accompagnati dalle nuove paperette di gomma tipiche delle jeep che abbiamo trovato al distributore, continuiamo verso salt lake.

Dopo pochi chilometri in realtà ci fermiamo di nuovo per soddisfare un desiderio di Denis e Dori e visitare un concessionario di roulotte e camper giganti americani. Quindi, armati del più largo sorriso e fascino italiano, convinciamo gli impiegati a dedicarci un venditore che, gasato dai nostri racconti, ci apre l’intero parco di roulotte e motorhome disponibili. Rimaniamo estasiati dalla grandezza di questi bestioni, dalle rifiniture, dagli accessori, ma soprattutto dal fatto che sono più spaziosi di un appartamento medio italiano. E costano uguale, ma questo è un dettaglio quando sei una persona che ama stare a contatto con la natura e adora viaggiare per questo continente enorme. Il venditore ci racconta che in un anno riescono a piazzare più di 5000 veicoli, che il viaggio in plein air è tornato molto di moda in America ma soprattutto che, contro ogni tipo di regolamentazione che potremmo avere in Italia, “se hai appena compiuto sedici anni, hai appena preso in mano la tua patente, vieni qui con una valigia piena di dollari, puoi portarti a casa uno di questi bestioni senza problemi”.

Follia.

Salutiamo e riprendiamo il viaggio, imbocchiamo la 80 verso ovest. Guidiamo dritti per oltre un’ora e mezza, mentre il paesaggio si appiattisce attorno a noi e compaiono le prime saline.

Si gira a destra, ancora a destra, si prende una strada che dopo un miglio finisce e si entra a cannone nel lago salato di Bonneville.

Sono quasi dieci anni che nel BigTour arriva questo momento, ed è come la prima volta: sfrecciare a 150 all’ora in una piana bianca, tirando dritto senza vedere la fine, senza che nessuno ti dica niente, spariti dal mondo ma vivi e presenti… è una sensazione e un’emozione indescrivibile.

Se non fosse che le auto ad una certa entrano tutte rovinosamente in riserva. Effettivamente abbiamo macinato più di 300 miglia per arrivare a Bonneville. Decidiamo di non rischiare così, con calma, rientriamo sulla strada principale e facciamo qualche dollaro di benzina al distributore appena fuori dall’autostrada. Rientriamo subito nel lago e passiamo l’ora successiva a sgasare, driftare con musica rap di sottofondo, sfidarci a gare di velocità con il drone mentre il sole tramonta sulle montagne del Nevada dietro di noi. C’è una parola per descrivere tutto questo? Forse libertà.

Usciamo contenti dal lago e portiamo subito le auto a pulire dai chili di sale che abbiamo  accumulato sotto il telaio, sulla carrozzeria, tra i mozzi delle reunite, dappertutto.

Ci dividiamo tra pulizia tappetini e interni e chi lava con l’unica lancia funzionante, come una vera squadra.

Festeggiamo la serata mangiando una sanissima e abbondante pizza americana all’aperto dell’unico ristorante aperto della zona e andiamo a letto, non prima di venire richiamati dalla polizia perchè, in America, agli stop ci si ferma.