Introduzione
Lucrezia Contini ha completato il Master 39 in BigRock nel 2025. Nei mesi successivi alla fine del percorso ha lavorato a diversi progetti, tra cui quelli destinati alla sua showreel. Ha scelto di concentrarsi su una reel di modelling e texturing di props, un ambito che ha sempre trovato interessante, stimolante e che continua a divertirla molto.
La scelta del progetto
Dopo aver individuato la propria direzione, anche grazie al supporto del mentor Francesco Rosati, ha pianificato i progetti da includere nella showreel, selezionando una serie di oggetti accattivanti da realizzare. Tra questi, è stata concordata la modellazione di un veicolo, una tipologia di prop particolarmente interessante per il livello di dettaglio e precisione richiesti.
Nonostante una iniziale mancanza di interesse verso i veicoli, Lucrezia ha deciso di affrontare la sfida per uscire dalla propria comfort zone. La soluzione è arrivata cercando un approccio più personale: realizzare un veicolo giocattolo. Durante la ricerca di reference, si è imbattuta in un kit di modellismo raffigurante uno Stuka della Seconda Guerra Mondiale in versione chibi, una scoperta che ha reso il progetto immediatamente più coinvolgente.
La modellazione
Dopo aver analizzato le reference, Lucrezia ha iniziato la fase di modellazione, che si è rivelata più complessa del previsto. Uno degli aspetti più impegnativi è stato lo studio delle ali: inizialmente aveva sottovalutato la loro struttura, senza considerare che il profilo è biconvesso e simmetrico.
Questo ha comportato numerose revisioni della mesh, con continui aggiustamenti fino al raggiungimento di un risultato soddisfacente.
UV e preparazione
Conclusa la modellazione, il lavoro è proseguito con la fase di UV mapping. Si tratta di un passaggio tecnico e spesso laborioso, ma fondamentale per garantire una corretta applicazione delle texture e un risultato finale credibile.
Il texturing
La fase di texturing è stata guidata da un’idea chiara: trasformare il modello in un giocattolo vissuto. L’obiettivo era raccontare una storia attraverso i dettagli, aggiungendo graffi, ammaccature, nastro di carta, disegni realizzati con pennarello e sticker.
Utilizzando Substance 3D Painter, Lucrezia ha iniziato definendo colori e materiali base, studiando attentamente le caratteristiche della plastica per ottenere un risultato realistico. Successivamente ha arricchito il modello con livelli progressivi di dettaglio: variazioni cromatiche dovute all’esposizione al sole, accumuli di sporco e polvere, segni di usura, effetti di peeling e interventi grafici manuali.
Il rendering finale
Per la fase finale, Lucrezia ha utilizzato Marmoset Toolbag, scelto per la sua immediatezza e versatilità . Ha selezionato un HDRI in grado di valorizzare i colori e i dettagli del modello, creando al contempo ombre morbide.
Per un controllo più preciso dell’illuminazione, ha aggiunto due luci supplementari, ottenendo così il risultato desiderato e completando il progetto.
Conclusioni
Questo progetto rappresenta un esempio concreto di crescita tecnica e personale: affrontare una sfida al di fuori della propria comfort zone, trasformarla in qualcosa di stimolante e portarla a termine con consapevolezza.
Un percorso che dimostra come, anche partendo da un ambito inizialmente distante dai propri interessi, sia possibile trovare un approccio creativo e costruire un risultato efficace e personale.





